SANTIAGO DI COMPOSTELA
Cari amici,
subito dopo il malanno che colpì il nostro Umberto, decisi di andare in pellegrinaggio a Santiago di Compostela, percorrendo a piedi gli ultimi 110 km. per ottenere la sua guarigione. Il 2004 era anche Anno Santo , in quanto il 24 luglio - ricorrenza di San Giacomo (Santiago) – cadeva di domenica: ciò comporta indulgenze particolari per il pellegrino. Il 22 aprile di quell’anno la Padania pubblicò l’articolo con il quale annunciavo la mia partenza per luglio. Il cammino fu bellissimo, intenso , pieno di emozioni ma anche di timori in quanto lo scopo che mi ero prefissato mi riempiva di responsabilità ; ma tutto andò bene e la mia fatica e le preghiere hanno sicuramente avuto una parte, pur se piccola, nella ripresa di Umberto. Il 5 settembre la Padania pubblicò una intera pagina con il diario del mio viaggio; poco dopo, in occasione del compleanno di Umberto – il 19 settembre – gli inviai i miei auguri, con la promessa che sarei ritornato a Santiago.
Ora è giunto il momento di mantenere quella promessa. Non più per invocare la sua guarigione ( l’ho visto e sentito di persona venerdì scorso qui a Genova, in forma e con il suo solito spirito; e ieri in tv a Roma sul palco ), ma per ringraziare San Giacomo e pregarlo di continuare a dare forza, vigore e determinazione a Umberto in vista dei grandi cambiamenti che saprà operare e per la concreta realizzazione del “ quadrilatero “ (Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto) che farà grande il Nord e, indirettamente, sarà di aiuto anche al resto d’Italia. Non è un caso che io torni a Santiago quest’anno : infatti anche il 2010 è Anno Santo, per le ragioni di cui sopra. Partirò il 17 aprile e tornerò il 24 : ho già preso il biglietto per l’aereo che mi porterà a Santiago, da dove, in corriera, tornerò indietro di 110 km. fino a Sarrìa per iniziare da lì il percorso del mio pellegrinaggio a piedi fino a Santiago. Anche questa volta, se la Padania mi darà ancora ospitalità, vi racconterò in dettaglio. Ah, dimenticavo : anche il 2021 sarà Anno Santo , e non vorrò certo perdermi il mio terzo pellegrinaggio , ancora non so con quali motivazioni, magari anche per ringraziare San Giacomo di avermi tenuto in vita, in quanto allora avrò 76 anni ……. Ciao a tutti
Roberto Renzo Di Prima,
presidente Padas onlus Donatori Sangue
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La Padas nasce in Genova, sotto forma giuridica di onlus, con atto notarile del 14.10.98, ad opera del sottoscritto , donatore sangue sin dai tempi dell’Università, in quanto mi erano ben noti i problemi relativi alla scarsa diffusione della pratica della donazione. Le colpe vanno attribuite alle Istituzioni (Stato, Regioni, Comuni e Province) che poco hanno fatto, e continuano a fare, per divulgare tra la popolazione, a partire dagli studenti, le motivazioni che dovrebbero indurre alla donazione. Pertanto, ancora oggi, l’Italia non è autosufficiente.Di qui la mia idea di fondare la Padas, con l’intento principale di far conoscere il più possibile i problemi di cui sopra, utilizzando gli iscritti alla Lega (ma non solo costoro) quali potenziali veicoli di diffusione; e senza che diventasse un “carrozzone” , ritenendo che la maggior parte dei finanziamenti andrebbe riservata alla divulgazione della donazione sangue, ossia con continui interventi sulla popolazione attuati con convegni, incontri nelle scuole e università, programmi televisivi. Per questa ragione la PADAS ( e tutte le altre Associazioni di Donatori Sangue), da anni ha avviato un’attività di sensibilizzazione nei confronti della popolazione per garantire l’afflusso dei Donatori a intervalli regolari presso le strutture trasfusionali, e ridurre il ricorso alle donazioni occasionali che sono un fattore di rischio per la sicurezza delle trasfusioni. La programmazione della raccolta e la sua operatività deve passare necessariamente tramite il coinvolgimento e la responsabilizzazione delle Associazioni di Donatori. La PADAS è una Associazione giovane, ma il problema non è quello di porsi in competizione con le altre Associazioni, bensì quello di percorrere insieme uno stesso cammino, per gli stessi obiettivi, in quanto la salute e la solidarietà non possono essere appannaggio solo di alcuni. Solo le Associazioni hanno le risorse umane, il "know how" e la presenza sul territorio necessari a fare fronte prontamente alle richieste dei centri trasfusionali. Non solo, ma, con l’istituzione del 5 permille, avrebbero a disposizione anche una notevole e innovativa fonte di finanziamento: infatti il governo Berlusconi, per iniziativa dei ministri Tremonti e Maroni, con Legge 23/12/05 n° 266 - art. 1 - comma 337 - stabilì che i contribuenti potessero indicare, nella dichiarazione dei redditi relativa al 2005, un soggetto no profit al quale destinare il 5 permille. Il 2006 è stato pertanto il primo anno nel quale si sono prodotti gli effetti di questa destinazione : risultati straordinari ! il 61% dei contribuenti ha destinato il 5 permille a organizzazioni no profit, in modo particolare alle onlus di volontariato, che sono migliaia e quasi sempre si dibattono in difficoltà economiche. Vero è che queste somme non sono ancora arrivate nelle misere casse delle associazioni, tuttavia prima o poi questa somma enorme, circa 400 milioni di euro, arriverà a destinazione. Ma, c'è un ma : il governo è reso conto che anche per i redditi del 2006, la somma sarebbe stata analoga; e allora hanno pensato di risparmiare: al comma 1237 dell'art. 1 della legge finanziaria, hanno inserito un tetto, di 250 milioni di euro, al 5 permille. Ammettiamo pure che, trattandosi di un provvedimento di spesa, il tetto sia dovuto, ma hanno esagerato nell'averlo quantificato assai basso, proprio perchè le proiezioni per il 2006 indicavano una destinazione del contribuente di ben 400 milioni ! Ergo, la differenza tra quanto destinato dal contribuente (i previsti 400 milioni) e la cifra erogabile alle associazioni no profit ( il tetto, appunto, dei 250 milioni) rimane nelle casse dello stato ! penalizzando le associazioni ! Con effetti paradossali: se infatti, come avvenne lo scorso anno, l'adesione dei contribuenti si attesterà intorno al 61 % , grazie al tetto , il contribuente, invece del 5 permille, si troverà ad aver destinato, in realtà, circa il 3 permille ! Se poi la percentuale dei contribuenti salisse, è prevedibile, dal 61 % a , si vocifera, l'80 % , il contributo effettivo scenderebbe al 2,5 permille, dimezzando quindi gli introiti per il volontariato. Io, presidente leghista della Padas, utilizzo quel poco che raccatto,anche per le adozioni a distanza, con ciò ottenendo due vantaggi: aiutare un orfanello dello Zambia e nel contempo, pubblicizzare la donazione del sangue. Ma altre onlus avranno dei gravi problemi di sopravvivenza, e vorrei sentire forte la loro voce, anche organizzando cortei contro questa decisione del governo. Comunque,non scoraggiamoci e, cari giovani, andate a donare il sangue “
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