Caro Amico,
Come tu sai vi è un solo Corpo armato che riceve il nome dal luogo geografico da cui provenivano i militari, erano gli Alpini. È con rammarico ed una punta di malinconia che lo ricordiamo.
Gli Alpini vennero costituiti nel 1872 su iniziativa del capitano Giuseppe Perrucchetti.
Era necessario avere un Corpo rapidamente mobilitato, per opporre un pronto e veloce ostacolo a qualsiasi invasione in attesa del grosso esercito dandogli il tempo di concentrarsi ed affluire al fronte. Gli Alpini vennero reclutati con il sistema territoriale, cioè nelle zone montane stesse, ciò permetteva una mobilitazione molto rapida ed una maggior conoscenza da parte delle truppe del terreno sul quale operare. Questo nelle intenzioni, la realtà fu molto diversa. Gli Alpini il battesimo del sangue lo ricevettero in Libia, l’ultimo sacrificio nelle steppe russe, molto lontani dalle loro montagne!
Il metodo della costituzione dell’Arma degli Alpini aveva procurato presso le alte gerarchie molte osservazioni e perplessità, perché il sistema nazionale funzionava impiegando gli uomini che operavano in zone lontane da quelle di quelle di provenienza. Questo comportamento, nonostante i costi, era considerato utile per evitare che le truppe, nel caso fossero impiegate in mansioni di ordine pubblico (cosa che si verificava frequentemente) rifiutassero obbedienza in operazioni cruente contro popolazioni vicine alla loro origine.
Gli Alpini, quindi, sono nati con questa peculiarità territoriale. Rappresentavano i popoli residenti nelle zone alpine, pertanto il nostro valoroso Corpo sin dalle origini ha avuto caratteristiche che derivano dal comportamento etnico della gente alpina.
Questa tradizione è stata infranta, seguendo esempi di altri Paesi cancellando di conseguenza, Brigate che hanno scritto pagine gloriose nella Storia del nostro Paese, annullando quell’humus culturale che per tanto tempo è stata parte importante nell’ossatura della nostra Arma.
L’Associazione AL.PA. difende il desiderio che alberga nell’animo di molti Alpini, ossia vedere rispettata la Tradizione delle nostre vecchie Brigate, anche di quelle cancellate. Soprattutto di quelle. Sosteniamo queste nostre più che legittime aspirazioni.
Quindi è per difendere il nostro orgoglio e la nostra Tradizione che abbiamo sentito il bisogno di fare questo lavoro. Teniamo viva la brace nel nostro focolare affinché, come scrisse mons. Carlo Chiavazza, cappellano della Tridentina in Russia:
“L’onore di essere Alpino perché la leggenda delle Penne Nere si tramandi dai veci ai bocia con immutato e affascinante splendore”
Pierluigi Scavino |